Lecco, 12 maggio 2017   |  

Alla Libreria Cattaneo la presentazione di “Il capitano l'è ferito"

Il libro di Angelo Faccinetto in occasione dei 100 anni dell’Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra.

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Nuova presentazione per il volume “Il capitano l'è ferito. Appunti per una storia degli ospedali militari a Lecco” di Angelo Faccinetto, realizzato in collaborazione con la sezione lecchese dell’Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra. Appuntamento fissato oggi alle ore 18 alla libreria Cattaneo di Lecco.

Questa pubblicazione, frutto di due anni di faticose ricerche d’archivio per scovare le pochissime testimonianze rimaste della storia degli ospedali militari di Lecco, esce in concomitanza con le celebrazioni per i cento anni dell’associazione, che sta inesorabilmente cambiando volto, come aveva spiegato il vice presidente della sezione di Lecco Giulio Boscagli,. «I figli e le vedove degli invalidi e dei mutilati di guerra, per ragioni chiaramente anagrafiche, sono ormai il fulcro dell’associazione, che sta lentamente cambiando e avrà sempre più una vocazione di tipo culturale».

Nata nel 1917 per aiutare e sostenere i reduci di guerra, l’associazione oggi ha il compito di trasmettere la memoria storica sui tragici fatti legati alla guerra, compito perfettamente assolto anche da questa nuova pubblicazione, che tenta di ricostruire un capitolo poco conosciuto ma importantissimo.

«Anche se con qualche eccezione - spiegava Angelo Faccinetto - Lecco non è mai stata al centro dei rilevanti fatti d’arme che si sono susseguiti dal 1848 in avanti, ma nonostante questo la sua posizione è sempre stata ritenuta strategica e qui hanno trovato sede presidi, distretti e anche ospedali militari». Pochissime e frammentarie le tracce che restano di questo spaccato di vita militare, fatto di dolore e sofferenza ma anche di tanta solidarietà e di voglia di vivere, voglia di tornare alla normalità. Testimoni silenziosi della decennale presenza in città degli ospedali militari sono ancora oggi gli edifici che li hanno ospitati: Palazzo Bovara, dal 1928 sede del Comune, la scuola Tommaso Grossi di via Ghislanzoni e ancora la sede dell’istituto Badoni, luoghi dove presto sarà affissa una targa a ricordo di questo passato per molti ragazzi e studenti quasi sconosciuto.

La pubblicazione vuole quindi stimolare la ricerca e la condivisione di notizie e documenti su questo significativo frammento di storia lecchese, obiettivo che si aggiunge a quello che oltre due anni fa spinse l’Associazione Mutilati e Invalidi di Guerra a promuovere la realizzazione del libro, come spiega l’autore nella sua introduzione: “L’idea è nata nel 2014 nel corso di una riunione di consiglio dell’associazione fra i mutilati e gli invalidi di guerra. Si doveva decidere quale “occasione di memoria” consegnare ai lecchesi per il centenario nel 2017, della fondazione dell’Anmig. La scelta è caduta sull’ospedale militare attivo in città fra il 1942 e il 1945. Per rendere omaggio a quanti - nella quasi totalità a noi sconosciuti - vi sono stati ricoverati e per ricordare con essi i milioni di soldati rimasti feriti, mutilati, invalidi su tutti i fronti di guerra e sotto ogni bandiera. Per onorare i nostri padri e le nostre madri, che sotto i nostri occhi di bambini, di ragazzi e poi di uomini giorno per giorno e per tutta la vita hanno dovuto fare i conti con le conseguenze irreversibili della guerra. E per ribadire - nel ricordo della sofferenza e della tragedia - il rifiuto di ogni violenza e il valore supremo della pace. Questo doveva essere l’orizzonte. Poi, a lavori in corso, l’orizzonte si è allargato e in modo quasi inevitabile oggetto della ricerca sono diventati tutti gli ospedali militari che, dal 1848 (anno della prima guerra d’indipendenza) in poi, hanno avuto sede in città”.

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