Lecco, 27 aprile 2020   |  

Al via le richieste di prenotazione al fondo dei prestiti fino a 25 mila euro

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Il fattore tempo gioca un ruolo non secondario

fisco conti

È partita la corsa all’accaparramento dei finanziamenti fino a 25.000 euro (fermo restando il limite massimo del 25% del fatturato), con garanzia statale del 100% e concessione automatica da parte del Fondo centrale di garanzia per le PMI, a favore di partite IVA individuali, microimprese e piccole e medie imprese fino a 50 milioni di euro di fatturato o 43 milioni di euro di attivo e massimo 499 dipendenti.

Il 16 aprile Mediocredito centrale ha comunicato con una news di aver messo a disposizione sul sito del Fondo “con piena operatività”, la procedura on line che consente alle banche di caricare le richieste di garanzia su finanziamenti. La comunicazione “supera” dunque la lettera diramata dall’ABI agli associati (n. UCR/000723), secondo la quale, “come indicato dal Gestore del Fondo (Mediocredito Centrale-MCC)“, il Portale del Fondo centrale di garanzia per le PMI avrebbe iniziato a consentire l’inserimento da parte delle banche delle relative richieste di garanzia a partire dal 17 aprile.

Questo fondamentale step operativo consente alle banche di procedere concretamente all’erogazione del finanziamento, una volta ricevuto dal Fondo il riscontro della presa in carico della pratica.

Se infatti, per questi finanziamenti, la banca non deve attendere la conclusione dell’istruttoria da parte del gestore del Fondo per l’erogazione del finanziamento coperto dalla garanzia, è d’altro canto evidente che, senza una comunicazione di formale presa in carico dell’istanza da parte del Fondo, ciascuna banca rimarrebbe esposta al rischio che il medesimo beneficiario faccia richiesta a più istituti di credito, con conseguente improcedibilità delle richieste successive alla prima e conseguente mancanza della garanzia statale sugli importi nel mentre erogati.

Per arrivare alla comunicazione di presa in carico della pratica, il soggetto che richiede il finanziamento assistito da garanzia deve presentare alla banca, debitamente compliati e sottoscritti, l’apposito modulo predisposto dal Fondo di garanzia “Allegato 4-bis”, corredato dalla documentazione e dagli eventuali ulteriori moduli richiesti dalla banca, con allegato un documento in corso di validità del sottoscrittore.

Per quanto concerne la compilazione del modulo “Allegato 4-bis”, ABI precisa che:
in corrispondenza del punto 13 del modello, va indicata la finalità per la quale è chiesto il finanziamento, con possibilità di scrivere semplicemente “liquidità”;
in corrispondenza del punto 17 del modello, vanno indicati gli eventuali altri aiuti di cui si è fruito, tra quelli attivati dall’Italia nel contesto degli aiuti di cui al punto 3.1 del Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia per l’emergenza COVID-19, di cui alla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 e successive integrazioni (il punto 17 non va compilato se non si è fruito di detti altri aiuti, ma soltanto di eventuali agevolazioni relative ad altre garanzie ottenute dal Fondo centrale di garanzia).

Quando la banca ha acquisito i documenti, può procedere a inserire le relative informazioni sul Portale del Fondo di Garanzia e, una volta ricevuto riscontro della presa in carico della pratica, può procedere all’erogazione del finanziamento senza attendere la conclusione dell’istruttoria.

Nella sua lettera agli associati, ABI ricorda che l’impresa potrà accedere al Portale del Fondo per visualizzare lo stato di lavorazione delle sue richieste di garanzia e per evadere, in una fase successiva, eventuali adempimenti a proprio carico a seguito di controlli documentali e/o esclusioni di garanzia.

Le credenziali per l’accesso al Portale sono inviate dal fondo all’impresa sull’indirizzo di posta elettronica indicato nel modulo, salvo che l’impresa già ne disponga.

Il fattore tempo gioca un ruolo non secondario
Inutile dire che, con una dotazione finanziaria aggiuntiva del Fondo di soli 1.729 miliardi e la deliberazione di una leva finanziaria di appena 1 a 3 da parte del consiglio di gestione (si veda “I 400 miliardi e oltre per la liquidità delle imprese di cui non c’è traccia nei decreti” del 16 aprile 2020), il fattore tempo nella presentazione delle richieste al Fondo, prima che la sua capacità operativa possa risultare interamente assorbita, gioca un ruolo non secondario.

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