Ballabio, 30 giugno 2019   |  

Ai Resinelli il dialogo tra mons. Delpini e un gruppo di chirichette

Alla Casa “La Montanina” a Pian dei Resinelli, come tradizione, l’Arcivescovo ha incontrato e dialogato con un gruppo di oltre 60 chierichette provenienti da tutta la Diocesi.

Incontro tra l'ultimo turno del gruppi femminili della “Tre Giorni Chierichetti” e l'arcivescovo mons. Mario Delpini alla Casa alpina “La Montanina” dei Resinelli.

Un momento di dialogo semplice dal tono quasi familiare ma, a suo modo, profondo.  L’Arcivescovo, al cui fianco c’è don Pier Paolo Zannini, dialoga e risponde alle domande.

tre giorni chierichetti AAAMLa prima domanda delle preadolescenti non può che essere se l’attuale successore sulla Cattedra di sant’Ambrogio e di san Carlo sia mai stato chierichetto.

«Lo sono stato dopo aver fatto la Prima comunione e, poi, sono diventato cerimoniere al mio Paese fino a che sono entrato in Seminario. Ci si rende utili, perché la Messa con i chierichetti è più bella. È un servizio semplice che aiuta a stare più vicino al Signore. Fare parte di un gruppo, inoltre, dona un senso di appartenenza che si ricorda nella vita».

Arriva un altro interrogativo: «Chi è Dio per lei?»
Immediata la risposta: «Lo ha detto Gesù con una frase che mi ha sempre colpito, “Dio nessuno lo ha mai visto, ma il Figlio unigenito ce lo ha rivelato. Questa domanda, che è impegnativa, ha una risposta nel Vangelo: Dio è Padre e noi siamo figli grazie allo Spirito santo».

Ancora, «Quale talento pensa di avere l’Arcivescovo di Milano e come lo ha capito?». «I talenti sono le doti che ciascuno ha, io ho gli stessi che avete voi, una volta avevo quello di giocare come terzino a calcio o di studiare le lingue, ma ora voglio dirvi ciò che ho già detto agli animatori dell’oratorio feriale. Ci sono 5 talenti che abbiamo tutti. Il passato – la storia da cui veniamo, la famiglia, la parrocchia -; il presente in cui posso scegliere cosa fare e il futuro in cui sperare. E la Chiesa che è fare parte della Comunità.

«Come si comportava con gli amici che non credevano in Dio?»
«Noi ci appassionavamo a discutere, ma si rimaneva amici. C’era un sentimento che era più forte della differenza delle idee e questo è bello».

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