Lecco, 08 maggio 2018   |  

Aggressioni su treni, Fragomeli: "Basta slogan ma interventi concreti e permanenti"

Il deputato Dem: "tornelli di ingresso che possano impedire a persone sprovviste di un titolo di viaggio valido di poter accedere ai treni".

GM Fragomeli

«No agli slogan urlati delle destre, sì ad interventi concreti e permanenti. Non serve invocare un intervento dell’esercito: i nostri militari, per quanto indispensabili in molte situazioni, non sono certo un deus ex machina in grado di risolvere magicamente ogni situazione critica».

Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese del Partito Democratico, interviene nella questione delle recenti aggressioni avvenute sulla linea ferroviaria Milano-Lecco.

«Così come era emerso anche in occasione del tavolo, da me organizzato lo scorso dicembre a Lecco su questi temi e al quale era intervenuto il Prefetto Roberto Sgalla, Direttore Centrale delle Forze di Polizia» spiega Fragomeli «ritengo sia quanto mai necessario lavorare ad interventi che siano realizzabili concretamente. In quell’occasione, chiedemmo un incremento delle unità di Polfer - in servizio a Lecco e in Lombardia - in parte già avvenuto e che verrà ulteriormente potenziato nel mese di ottobre 2018. Allo stesso modo, si discusse anche della presenza di guardie giurate, garantita da parte di Trenord, che ad oggi non mi risultano però essere ancora operative. Mi rendo conto che non è ipotizzabile voler presidiare con agenti di Polizia tutte le centinaia di convogli che, giornalmente, prestano servizio sul nostro territorio.

Reputo pertanto assolutamente opportuna l’implementazione, sempre più capillare, di telecamere di videosorveglianza - spesso fondamentali per il riconoscimento degli aggressori, così come evidenziato anche dagli ultimi arresti eseguiti - che vadano ad integrare gli impianti già presenti in molte stazioni così come su tutti i convogli di nuova generazione già circolanti. Credo, infine, che sarebbe fondamentale avviare l’installazione - come già avviene, peraltro, nelle stazioni delle grandi città - di tornelli di ingresso che possano impedire a persone sprovviste di un titolo di viaggio valido di poter accedere ai treni, evidenziando, prima ancora che possano salire sui convogli, il problema dei viaggiatori senza biglietto».

«Insomma» conclude Fragomeli «basta slogan da campagna elettorale, avanti invece con misure concrete che possano permettere a tutta l’infrastruttura di controllo delle nostre linee ferroviarie di poter funzionare meglio e in maniera ancora più efficace».

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