Lecco, 13 giugno 2018   |  

Crisi Aerosol: venerdì mattina lavoratori e azienda dal Prefetto

di Stefano Scaccabarozzi

La proprietà ha rifiutato di pagare almeno due dei sette stipendi arretrati prima della ripresa della produzione.

esterno cancello aerosol

Da una parte i lavoratori a cui spettano sette stipendi arretrati e che sono in sciopero a oltranza, dall'altra la proprietà dell'Aerosol, rappresentata dall'amministratore unico Giovanni Bartoli, che non vuole tenere fede alla promessa di saldare almeno due degli stipendi rimandando a quando la produzione sarà ripresa. Chiamata a trovare una mediazione e magari una soluzione il prefetto Liliana Baccari che ha accolto la richiesta di incontro avanzata da dipendenti e sindacati, convocando anche l'azienda per venerdì 15 giugno alle ore 10.30.

Negli scorsi giorni infatti non sono giunte buone notizie con l'amministratore unico Bartoli che ha confermato l'intenzione dei soci di non pagare gli stipendi fino a quando non sarà ripresa l'attività, lamentando – almeno secondo quanto riportano i sindacati – anche l'eccessivo clamore mediatico suscitato dallo sciopero e dal presidio permanente dei lavoratori davanti alla fabbrica di Valmadrera.

«Ribadiremo a Bartoli che i dipendenti non intendono riprendere a lavorare fino a che non saranno saldate almeno le ultime due mensilità. Chiederemo che davanti alle Istituzioni – spiegano i sindacalisti Nicola Cesana (Cgil), Massimo Ferni (Cisl) e Celeste Sacchi (Uil) – Bartoli ci dica se c'è l'intenzione da parte dei soci di pagare quanto dovuto ai dipendenti e di investire le risorse che sono ancora necessarie per riavviare la fabbrica. Chiederemo che si assuma le proprie responsabilità davanti al Prefetto».

È questo il nuovo capitolo di una crisi che vede la storica fabbrica di Valmadrera con le linee produttive ferme dallo scorso 15 dicembre per la necessità di portare a termine i lavori per la messa in sicurezza dell'impianto, con i 63 dipendenti rimasti in organico, a cui spettano sette mensilità arretrate, che sono in sciopero a oltranza da lunedì 4 giugno in quanto rivendicano il mancato rispetto delle promesse da parte della proprietà in merito al pagamento di almeno due stipendi.

Sempre secondo Bartoli settimana prossima Regione Lombardia dovrebbe procedere a un sopralluogo in base a cui dovrebbe decidere in merito alla concessione dei permessi per riprendere l'attività. Ragioni per cui acquisisce ancora una maggiore importanza l'incontro davanti al Prefetto: mentre all'esterno si radunerà un presidio dei dipendenti, all'interno i sindacati chiederanno conto a Bartoli delle intenzioni dell'azienda

Con il sopralluogo di Regione Lombardia si capirà se ci sono realmente le condizioni per la ripresa della produzione: «Scopriremo se in questi mesi si è operato seriamente oppure no. In caso di risposta positiva – continuano i sindacati – ci vorranno comunque tempo e importanti investimenti prima che la produzione riparta realmente».

Vi è poi la questione del concordato e dell'affitto del ramo d'azienda: «Dei decreti ingiuntivi già ci sono e a breve diverranno istanze di pignoramento e di fallimento. L'unico modo che la società ha per bloccarli e per rendere operativo l'affitto del ramo d'azienda farmaceutico ad Aerosol Pharmaceutical, il veicolo con cui dovrebbe riprendere la produzione, è che nei prossimi giorni richieda un concordato in continuità trovando l'accordo con i creditori. Altrimenti rimane aperta solo la strada del fallimento».

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