Lecco, 06 febbraio 2018   |  

Aerosol, l'appello di lavoratori e sindacati: liquidità o cessione

di Stefano Scaccabarozzi - Mario Stojanovic

Cgil, Cisl e Uil: sarebbe un crimine far chiudere un'impresa come questa. Intanto 75 dipendenti hanno 5 stipendi arretrati.

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In un clima di grande tensione e preoccupazione, questa mattina i 75 lavoratori di Aerosol, storica azienda di Valmadrera che da tempo affronta una grave crisi di liquidità, si sono riuniti in assemblea alla vigilia dell'incontro tra proprietà e una multinazionale del settore farmaceutico, interessata all'acquisto o all'affitto del ramo d'azienda.

La situazione per i dipendenti continua ad aggravarsi: sono 5 le mensilità (tre più tredicesima e quattordicesima) arretrate, mentre la produzione è bloccata da metà dicembre. A questo si aggiunge l'incertezza circa la reale proprietà dell'azienda, dopo la cessione avvenuta per 14 euro nel 2016 da parte della famiglia Fiocchi.

WhatsApp Image 2018 02 06 at 10.33.12Oggi il pacchetto azionario di Aerosol è controllato dalla società Seconda Investimenti, a sua volta controllata da Karma Invest spa, con sede in Lussemburgo. Entrambe queste ultime due società sono amministrate da Giovanni Bartoli che siede nel cda anche di Aerosol, cda presieduto da Tiziano Saggiomo.

«Siamo a uno snodo importante ed è necessario che la situazione si risolva positivamente per i lavoratori: – spiegano i sindacalisti Massimo Ferni (Cisl), Nicola Cesana (Cgil) e Celeste Sacchi (Uil) - o si salvano i posti di lavoro attraverso la cessione o l'affitto del ramo d'azienda, oppure con nuovi capitali immessi dalla proprietà per riprendere la produzione, o inevitabilmente si andrà verso la cessazione. Chiediamo che la proprietà dia mandato agli amministratori di chiudere l'accordo per salvare i posti di lavoro e permettere ai 75 dipendenti rimasti di recuperare i propri soldi».

WhatsApp Image 2018 02 06 at 10.36.42Dopo la dismissione delle linee della cosmetica sono infatti in corso da alcuni mesi le trattative per la cessione del ramo d'azienda farmaceutico: «Domani si terrà l'incontro tra una multinazionale interessata e la proprietà. È una trattativa che va avanti da un mese e mezzo e altre ce ne sono state anche altre prima. Addirittura alcuni soggetti che si erano avvicinati non sono stati colpevolmente ascoltati. La proprietà fino a oggi ha negato ogni possibile prospettiva di rilancio perché non ha inserito liquidità, nonostante le promesse. Se l'intenzione è quella di non rifinanziare Aerosol, allora venga ceduta al più presto. Non sappiamo e non capiamo che intenzioni abbia questa proprietà. Far chiudere un'azienda che sul ramo farmaceutico ha ancora mercato è un crimine e la situazione attuale è figlia di una gestione incompetente della vecchia proprietà».

WhatsApp Image 2018 02 06 at 10.28.34Aerosol infatti non è una società con un prodotto superato ma è l'unico terzista italiano nel proprio campo: «Finora – spiegano ancora lavoratori e sindacati - si è andati avanti perché molti clienti non avevano alternative e quindi hanno accettato di acquistare loro le materie prime o di pagare anticipatamente. Ma è solo questione di tempo prima che si rivolgano all'estero. L'azienda è chiusa da quasi due mesi, già solo per farla ripartire servirà che venga immessa liquidità».

I lavoratori, ormai allo stremo, nel corso dell'assemblea di oggi hanno preso due decisioni: se non ci saranno risposte concrete dall'incontro di domani sono pronte nuove iniziative di protesta e nessuno rientrerà in azienda finché non saranno pagati gli arretrati.

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