Lecco, 07 giugno 2018   |  

Aerosol: ancora niente stipendi, la protesta dei lavoratori

A giorni potrebbero arrivare i permessi per la ripresa della produzione, ma i dipendenti chiedono almeno 2 delle 7 mensilità arretrate.

presidio lavoratori aerosol

L'assemblea dei dipendenti di Aerosol, storica azienda della farmaceutica che da quasi due anni affronta una grave crisi, ha deciso di proclamare la totale astensione dalla prestazione lavorativa a partire dal giorno lunedì 4 giugno 2018, a causa dell'impegno non rispettato dall'impresa di corrispondere regolarmente gli stipendi.

Il numero di mensilità arretrate è ormai salito a 7 e la produzione è bloccata dalle vacanze di natale in attesa che Arpa e Regione Lombardia certifichino i lavori di messa in sicurezza della fabbrica di Valmadrera portati avanti in questi mesi.

A causa dello sciopero di tutti i dipendenti Aerosol, da questa settimana non si sta più recando in azienda nemmeno quella decina di lavoratori che permettevano lo svolgimento dei lavori di messa in sicurezza. Un'astensione della forza lavoro che, fintanto non saranno pagati gli stipendi, non si recherà in azienda anche quando saranno giunti i permessi per riprendere la produzione.

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L'Aerosol oggi, con il parcheggio vuoto e le linee ferme (Stojanovic)

"Dopo tre giorni di sciopero - fa sapere l'assemblea dei dipendenti - l'azienda non ha ancora comunicato se e quando pagherà le mensilità arretrate e, di conseguenza, lo sciopero non è stato interrotto. L'attività produttiva, sospesa da quattro mesi, non è quindi in condizione di riprendere perché le maestranze non hanno intenzione di rientrare in azienda fino a quando non verranno pagate le mensilità promesse. E' del tutto evidente che, in una situazione così complessa e difficile, la mancata ripresa dell'attività produttiva rischia di vanificare tutto il lavoro svolto e i sacrifici sopportati dai lavoratori al fine di salvaguardare i propri posti di lavoro. Se la proprietà non provvederà a recuperare una situazione che sta diventando via via sempre più drammatica, i lavoratori ne trarranno le dovute conseguenze e metteranno in campo tutte le iniziative possibili".

Per permettere la ripresa dell'attività produttiva l'amministratore unico di Aerosol, Giovanni Bartoli aveva scelto la strada dell'affitto del ramo d'azienda a una nuova società, la Aerosol Pharmaceutical, controllata dalla stesso Bartoli, che avrebbe dovuto riassorbire buona parte dei lavoratori rimasti in organico. Un progetto che ora sembra bloccato sia dal ritardo nel riottenere le autorizzazioni regionali alla produzione, sia dal mancato pagamento da parte della proprietà almeno degli ultimi due stipendi.

Anche oggi un presidio di lavoratori si è ritrovato davanti ai cancelli dell'azienda per manifestare.

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