Lecco, 01 ottobre 2017   |  

"Accogliamo Maria come dono di Gesù sulla Croce"

di Franco Cecchin

Il discorso del Prevosto mons. Franco Cecchin per la festa di Lecco

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(Foto Stojanovic)

È bello e significativo che la Lecco cattolica abbia scelto come compatrona della nostra città, insieme a san Nicolò, la Madonna del Rosario. C’è l’intuizione profonda che la nostra fede cristiana ha come fondamento il Signore Gesù, il Figlio di Dio diventato uomo, e, come via per arrivare a Lui, Maria, sua madre e madre nostra.

Nella nostra città la prima testimonianza del culto alla Madonna del Rosario risale al 1624, anno in cui la statua della Madonna venne incoronata come Regina del Borgo di Lecco. Nel 1795, con la sollecitazione delle Confraternite e dell’assenso popolare, la festa della Madonna del Rosario è diventata anche festa della città di Lecco.

In questo ultimo periodo, di anno in anno, dopo aver meditato i misteri della Corona del Rosario nella loro globalità, abbiamo compiuto la scelta di sostare su quei misteri del Rosario, in cui Maria è esplicitamente coinvolta. Siamo arrivati al mistero del dolore, in cui si medita la morte di Gesù in croce.

Ritengo fondamentale, in questo momento storico complesso e difficile, riflettere sul significato della morte salvifica di Gesù Cristo, Figlio di Dio e figlio di Maria. Tutti noi siamo coinvolti in prima persona: il popolo di Dio che è in Lecco, le autorità civili e quelle militari.

Dio non ci ama per scherzo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, non per condannare il mondo, ma perché il mondo abbia la vita e l’abbia in abbondanza” (Giovanni 3, 16-17). Nella teologia giovannea il punto culminante dell’esistenza del Gesù di Nazareth è il dono della sua vita per noi sulla croce.

“Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Giovanni, 15,13). L’amore totale di Gesù per noi si è mostrato in un modo speciale anche quando sulla croce ci ha donato sua Madre: “Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: ‘Donna, ecco tuo figlio!’. Poi disse al discepolo: ‘Ecco tua madre!’. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé” (Giovanni 19, 25-27).

Prendiamo coscienza - sia i ragazzi, sia gli adulti e sia noi anziani - che Gesù sulla croce ci ha regalato sua madre. Non siamo più soli. In qualsiasi momento della nostra vita, gioioso o doloroso, Maria la madre di Gesù è la nostra madre insieme alla nostra madre terrena. Lei ci aiuta, ci sostiene, ci incoraggia, ci dà la forza di essere noi stessi, di rispondere alla nostra vocazione particolare e alla missione che Dio ci ha affidato.

Siamo sollecitati dal Signore Gesù ad accogliere Maria, sua madre e madre nostra, con noi. Questo significa che dobbiamo prendere sul serio che Maria è con noi e vive con noi. L’accoglienza di prendere Maria con noi significa che siamo chiamati a seguire suo Figlio Gesù nel suo cammino di donazione totale.

Ho l’impressione che non prendiamo sul serio questa presenza materna di Maria. Lei invece c’è, ci chiede soltanto di accorgerci che è con noi. Invochiamola perché ci aiuti a dare il meglio di noi stessi nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e nella nostra città, con la dinamica del dono di noi stessi come l’ha vissuto suo Figlio Gesù.

Il piccolo o il grande mondo, in cui viviamo, può rinnovarsi non se aspettiamo che si muovano gli altri, ma se cominciamo noi a dare e ad impegnarci. Maria, con la sua presenza, ci aiuta ad essere responsabili della nostra vita, della nostra parrocchia e della nostra Lecco. Maria ci dice che il mondo si salva se seguiamo nella concretezza della nostra vita lo stile e l’azione di suo Figlio, che ha salvato l’umanità con il dono di se stesso sulla croce. Non ci rimane altro che accogliere Maria come dono di Gesù sulla croce.

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