Lecco, 31 maggio 2018   |  

A Sotto il Monte la devozione per Papa Giovanni XXIII

di Mario Stojanovic

A 55 anni dalla sua scomparsa l'urna con il suo corpo è tornata al suo paese natale.

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Domenica 3 giugno si ricorderanno i 55 anni dalla morte di Papa Giovanni XXIII, avvenuta lo stesso giorno del 1963. Per tale occasione l'urna con il suo corpo in questi giorni è stata portata nel suo paese natale, Sotto il Monte.

Colui, che sarà il suo successore, il cardinale di Milano Giovan Battista Montini, poi Paolo VI, pronunciò queste parole nel Duomo di Milano:

Eccoci a celebrare la festa gaudiosa di Pentecoste, la festa della Chiesa, Madre dei Santi, immagine della città suprema, con la tristezza nel cuore. Il Papa, il capo della Chiesa sta morendo. Questo, è un momento grave, in riferimento alla storia e alla vita della Chiesa intera, ma anche per noi, che gli abbiamo voluto bene.

Per la sua serenità, la sua semplicità, la sua giovialità, per la sua cortesia, per la sua vicinanza al popolo e per la sua predilezione per i carcerati, gli umili, i sofferenti, per il suo carattere ottimista, per la sua religiosità, così pia ed austera ad un tempo, in una parola, per la sua bontà.

L'aver portato queste doti naturali nel mondo, nell'ufficio supremo del governo della Chiesa e del dialogo col mondo, gli ha valso la simpatia universale, come un vero e raro amico dell'umanità. Noi Ambrosiani, potremmo dire, un papa nostro... che ha amato Milano e chee amò San Carlo. E la Madonna del Bosco era la Madonna della sua infanzia.

Si rimane si nella pena inevitabile e certo benefica per noi umani assistere al supremo distacco della morte, ma senza paura, senza disperazione, con un balsamo di soavita, in fondo al cuore, che noi Cristiani dovremmo ben conoscere e che dovremmo raccogliere con riconoscenza, come un ultimo dono Paterno, come una lezione da ricordare al capezzale di questo Papa morente.

Papa Roncalli emise il ultimo respiro, alle 19.49, nelle luci del tramonto della domenica di Pentecoste, mentre terminava la Messa celebrata al suo capezzale e mentre il Sacerdote, pronunziava, in latino "Ite, missa, est", la messa è finita. Quindi pronunzio, ancora "In Paradisum deducant te Angeli". in paradiso ti conducono gli Angeli.

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