Lecco, 19 agosto 2018   |  

"A partire, ma andando oltre la catastrofe di Genova"

Germano Bosisio: serve un ripensamento generale su quella che può rappresentare la vera questione “politica” in gioco

germano bosisio

Dalla tristissima vicenda di Genova stanno emergendo sempre più aspetti inquietanti che disvelano un quadro di sottovalutazioni, inefficienze e colpevoli inerzie che, per chi non vuole rimanere in superficie, impongono valutazioni che vanno al di là della vicenda stessa.
Il dogma che il “privato”, e la cultura privatistica tipica anche di alcune partecipate pubbliche, sia comunque sempre il meglio sta palesando una volta in più la sua infondatezza.
Anzi, nel campo dei monopoli naturali e nella gestione dei Beni Comuni Primari, diventa elemento di grave distorsione perché il “privato”, per sua stessa natura, tende a massimizzare i profitti (comprensibilmente in altri settori non essenziali) a scapito delle altre voci di “costo” quali le varie sicurezze in ambito sociale (ambientali, sanitarie ecc. ecc.) e in sostanza subordinando il principio di maggior precauzione agli aspetti economici.
Del resto lo capirebbe anche un bambino che nella gestione di questi beni primari per la Collettività, solo per stare agli aspetti economici, il “pubblico”, a parità di efficienza, sarebbe più “risparmioso” rispetto al “privato” in quanto non “deve” far utili gestendo al meglio il servizio.
Se poi “il pubblico” pensa e si comporta come il privato entrando negli stessi meccanismi finanziari e borsistici (cultura del primato dei dividendi ecc. ecc.) e magari alimentando in aggiunta clientelismi e incompetenze allora “tradisce” doppiamente la propria missione in quanto usa il “paravento” della “proprietà pubblica” per fare altro e non certo gli interessi della collettività.
Queste semplici affermazioni da sempre sono patrimonio “culturale” e operativo soprattutto dell'associazionismo e dei comitati per la tutela dei Beni Comuni e non certo lucrati da questi luttuosi eventi.
Da cittadino, ancor prima che appartenente ad alcuni di questi gruppi, auspico anzi che questa tragedia possa far rinascere in tutte le forze attive della società, e ben al di là della logica degli schieramenti politici, un ripensamento generale su quella che può rappresentare la vera questione “politica” in gioco.
In questo senso occorre tutti, ed a maggior ragione, vigilare sia sulle scelte locali che su quelle nazionali ed europee, visto che i dogmi a cui ci riferivamo sopra sono certamente frutto di una cultura politica dominante ben più ampia.
L'invito che rivolgo, come sempre, a tutti i cittadini è quello di non stare alla finestra delegando ad altri, rischiando così di veder crollare …. tutto il nostro sistema sociale sotto i colpi di un'economia senza volto e senza uno scopo veramente umano!

germano bosisio

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