Lecco, 07 ottobre 2018   |  

A Palazzo del Commercio la mostra di Oreste Rota

Ventisei opere dal titolo “Il Borgo di Pescarenico, tanto decantato dal Manzoni, com'era, com'è e forse come sarà”.

Oreste Rota

Per rendere omaggio a “Lecco città dei Promessi sposi" il lecchese Oreste Rota, dall’alto dei suoi 88 anni di passione per l’arte, ha realizzato una mostra di 26 opere dal titolo “Il Borgo di Pescarenico, tanto decantato dal Manzoni, com'era, com'è e forse come sarà”.

Si tratta di opere ad olio a spatola che “raccontano” l’antico borgo di pescatori, di manzoniana memoria, com’era nel secolo scorso, com’è oggi e forse, con una interpretazione ardita, come potrebbe essere nel futuro. In più in aggiunta, verrà esposto, anche un ritratto di Alessandro Manzoni.

La mostra, promossa da 50&Più Lecco (di cui è stato attivo collaboratore nella vita associativa) si terra a Lecco nella Hall del Palazzo del Commercio (già Palazzo Falk) in Piazza Garibaldi, dal 15 al 26 ottobre 2018. Con i seguenti orari: Da lunedì a giovedì dalle ore 9 alle ore 12,30 e dalle 14 alle 18. Il venerdì dalle 9 alle 12,30 e dalle 14 alle 16,30. L’apertura ufficiale della mostra avverrà lunedì 15 ottobre alle ore 10,30.

Oreste Rota nasce a Lecco nel 1930. Commerciante nella centralissima via Cavour, pianista e pittore autodidatta per hobby. Disegna e dipinge da quasi quarant’anni curando mostre personali e collettive. Dal 1998 al 2002 partecipa al concorso nazionale “La parola e l’immagine” di Levico Terme per non professionisti per over 50. Nel ’99 si merita anche il premio speciale dalla giuria.

Nel 2013 ha realizzato una personale dal titolo “La vita del grande Papa Wojtyla” interamente dedicata al Santo Padre. Lo opere sono state poi donate al Chiesa di San Giovanni di Lecco. La sua ultima fatica risale al 2016 con la mostra dedicata a “L’antico mondo contadino” le cui opere sono state esposte agli Istituti Airoldi e Muzzi di Lecco insieme agli elaborati dei piccoli alunni della scuola elementare di Germanedo in una sorta di “racconto” fra due generazioni.

I suoi soggetti preferiti sono le vedute del “suo” lago e dei “suoi” monti che ricreano atmosfere suggestive. La tecnica maggiormente utilizzata è l’olio a spatola, non disdegnando però il pastello a cera. Ora, a 88 anni, si ripropone con rinnovato entusiasmo a tema manzoniano.

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