Lecco, 12 maggio 2019   |  

A Oto Lab l'esposizione “Dal Medio all’Oriente”

Dal 18 maggio al 9 giugno 2019 in mostra le fotografie di Pietro Sala e Federico Wilhelm

Siria2010 PIETRO SALA

DAL MEDIO ALL’ORIENTE
Mostra fotografica
PIETRO SALA e FEDERICO WILHELM
18 maggio - 9 giugno 2019
Inaugurazione Venerdì 17 maggio | h. 18:00
Giovedì - Venerdì - Sabato h. 17:00 - 19:00
Domenica h. 11:00 - 13:00 | 17:00 - 19:00
INGRESSO LIBERO

Un viaggio per immagini, in Siria e Birmania, attraverso gli scatti di Pietro Sala e Federico Wilhelm, protagonisti della mostra “Dal Medio all’Oriente” che sarà inaugurata venerdì 17 maggio, alle 18:00, negli spazi di Oto Lab, in via Mazzucconi a Rancio.

La mostra, composta da un centinaio di foto, realizzata in collaborazione con Earth Viaggi e patrocinata da Les Cultures e Immagimondo, propone gli inediti lavori “Siria 2010” di Pietro Sala e “Giorni in Birmania” di Federico Wilhelm.

«Le foto che espongo - racconta Pietro Sala - sono riferite ad un viaggio in Siria organizzato con l’Associazione ex alunni Liceo Classico A-Manzoni di Lecco nel maggio 2010. La data è significativa ed importante; infatti il 2010 è l’anno precedente lo scoppio della guerra in Siria, iniziata il 15 marzo 2011, sull’onda della Primavera araba, l’insieme di proteste e rivolte di piazza che tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011 hanno mosso il Medio e Vicino Oriente e il Nord Africa, alla ricerca di una democratizzazione contro gli autoritarismi.

Una guerra che tuttora continua ed ha distrutto la Siria. Parlano le cifre: quasi mezzo milione di morti, sei milioni di rifugiati all’estero, sei milioni e mezzo di sfollati interni, otto persone su dieci sotto il livello di povertà; un patrimonio storico ed artistico danneggiato o distrutto, in particolare Aleppo e Palmyra. Le foto esposte vogliono documentare, per quanto possibile, luoghi e persone prima di questa grande tragedia; persone, soprattutto bambini, dignitosi e fieri pur nella loro povertà; luoghi, testimoni di un grande passato, ricchi di storia e di fascino. A testimonianza e memoria delle distruzioni portate dalla guerra, ho voluto esporre, a fianco delle mie foto, pochi ma significativi documenti delle distruzioni fisiche e morali del conflitto».

Un omaggio a Orwell il titolo scelto da Wilhelm, che con gli scatti realizzati durante un viaggio in Birmania del 2015 mette in luce i forti contrasti di questo Paese. «Giorni in Birmania - spiega il fotografo Federico Wilhelm - è il primo romanzo scritto da George Orwell, aspramente critico verso il colonialismo inglese, pubblicato nel 1934 e frutto della sua esperienza degli anni Venti, quando era arruolato nella Polizia Imperiale Indiana. Lo Stato ha cambiato nome, diventato Myanmar nel 1989 per imposizione della giunta militare. Più recentemente, dopo mezzo secolo di regime dispotico e imperscrutabile, il paese sta faticosamente ricercando nuovi equilibri politici ed economici: la stessa leader Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991 e adorata dalla maggioranza dei connazionali, dal 2017 è duramente biasimata da molte autorità internazionali per l’indifferenza mostrata verso la minoranza etnica mussulmana Rohingya, perseguitata da fazioni buddhiste e dagli stessi militari governativi.

Pur nell’evidente e consumistica attuale diffusione della tecnologia, la visita alle aree birmane accessibili ai turisti è assimilabile a un viaggio che arretra nel tempo: terra disseminata di pagode dorate, cittadine diroccate e villaggi rustici popolati in apparente dignitosa povertà, dove l’agricoltura e ogni lavoro vengono praticati con strumenti primordiali, sorretti da una sorprendente abilità manuale. Le fotografie, scattate nel 2015, interpretano il territorio e le attività commerciali e lavorative che in alcune zone si sviluppano integralmente su palafitte e sull’acqua, elemento primario per spostamenti e sopravvivenza. Il tema della spiritualità buddhista permea ogni ambito della quotidianità, richiamato dalle infinite architetture di pagode e stupa e testimoniato dalla moltitudine onnipresente delle tonache rosse dei monaci questuanti».

Fotografie ma non solo: durante le settimane di permanenza della mostra “Dal Medio all’Oriente” a spazio Oto Lab, saranno proposte nell’ex opificio di via Mazzucconi anche due serate di approfondimento. La prima, in programma per giovedì 23 maggio alle 21:00, si intitola “Siria: guerra senza rifugio” e avrà come relatore Duccio Facchini, giornalista e autore. Il secondo appuntamento, in programma per giovedì 6 giugno alle 21:00, è una conferenza per immagini a cura di Federico Wilhelm intitolata “Seconda visione”.

La mostra sarà visitabile fino al 9 giugno con i seguenti orari di visita: la domenica dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 19:00, e il giovedì il venerdì e il sabato dalle 17:00 alle 19:00.

Giorni in Birmania FEDERICO WILHELM

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