Lecco, 06 ottobre 2018   |  

A Hersbruck la Caritas di Norimberga dedica una struttura a Olivelli

In ricordo del Beato Teresio Olivelli che subì il martirio in "odium fidei" proprio nel campo di sterminio posto in quel territorio

Olivelli beato

Venerdì 5 ottobre, la Caritas di Norimberga ha inaugurato nella città di Hersbruck una nuova struttura denominata "Casa Olivelli", in ricordo del Beato Teresio Olivelli che subì il martirio in "odium fidei" proprio nel campo di sterminio posto in quel territorio.

L’ex "Casa di riposo al City Park" d’ora in poi si chiamerà “Casa Teresio Olivelli” ed ospiterà oltre agli anziani, anche i malati terminali nella nuova sezione di day hospital per le cure palliative. L’arcivescovo di Bamberg, mons. Ludwig Schick dopo aver benedetto la lapide e la targa con la nuova denominazione della struttura, ha evidenziato la testimonianza cristiana e il sacrificio eroico in nome della fede e della carità del Beato Olivelli.

Il direttore della Caritas, Michael Groß, ha confidato che la frase di Olivelli “Non posso lasciarli soli, vado con loro”, pronunciata nel campo di Flossenbürg nell’atto di seguire volontariamente i più sfortunati destinati al campo di sterminio di Hersbruck, è stata all’origine della decisione di dedicargli la rinnovata realtà assistenziale a servizio di anziani e ammalati. L’esempio del Beato Olivelli, che ha curato e donato conforto spirituale ai malati e ai moribondi del lager di Hersbruck , sarà modello e guida degli operatori sanitari e del personale tutto di “Casa Olivelli”.

A nome della Diocesi di Vigevano, il postulatore della causa di canonizzazione, mons. Paolo Rizzi, ha inviato un messaggio letto nel corso della significativa cerimonia, nel quale ha evidenziato che la residenza intitolata al nuovo Beato, martire della fede e difensore dei deboli, esprime la sensibilità evangelica di quella comunità cattolica verso le persone più fragili, testimoniando concretamente i valori cristiani vissuti da Teresio Olivelli, che è stato ucciso perché i suoi persecutori del campo di sterminio odiavano la sua fede cristiana, che egli esprimeva con atteggiamenti religiosi e caritativi.

“Mediante questa bella iniziativa, promossa dalla Caritas di Norimberga e dalla diocesi di Bamberg – ha proseguito mons. Rizzi – viene ricordato e celebrato un giovane coraggioso che ha manifestato al mondo la bontà e la misericordia di Dio, diventando strumento di consolazione per tante persone fragili e disperate. Il suo donarsi agli altri fino a sacrificare la propria vita, sull’esempio di Gesù buon Samaritano, possa conquistare ancora oggi tante persone, incoraggiando a vivere secondo.

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