Lecco, 23 dicembre 2016   |  

A Castello una notte di Natale senza luci per non dimenticare e riflettere

Don Egidio Casalone: "vogliamo essere una comunità che non intende rinunciare al momento di festa ma che, nel contempo, non vuole dimenticare i fratelli che soffrono e vivono momenti di tragedia e di dolore”.

chiesa castello sera

“E’ un Natale insanguinato e triste quello di quest’anno: la strage di civili in Aleppo che dura da mesi e dove l’uomo sta dando il peggio di se stesso sparando sui convogli umanitari, bombardando senza requie gli ospedali; i tragici fatti di Berlino che ci propongono nuovamente il problema del terrorismo, come succede anche in Turchia in occasione dell’omicidio dell’ambasciatore russo. Gesù torna a nascere per tutti noi e lo scenario che trova è questo, corredato dalla preoccupazione crescente per il lavoro, in particolare quello giovanile”.

Sembrano parole senza speranza quelle di don Egidio Casalone, parroco di Castello di Lecco. Ma non è così. La fede, la certezza della nascita di Gesù che torna fra di noi, non possono nascondere i problemi reali che in questo momento la comunità patisce, ma offrire un’occasione di speranza e di riscatto. D’altro canto Gesù stesso è venuto fra noi in modo difficile e non certo fra gli agi e i lussi.

Cosa fare per festeggiare in modo autentico il Natale, la venuta del Figlio di Dio senza dimenticare i problemi che ci circondano? “Abbiamo deciso di spegnere le luci che illuminano la nostra Chiesa e il nostro campanile proprio nella serata di Natale” conclude don Egidio “un segno piccolo e simbolico che vuole, però, farci riflettere e che ci interroga perché vogliamo essere una comunità che non intende rinunciare al momento di festa ma che, nel contempo, non vuole dimenticare i fratelli che soffrono e vivono momenti di tragedia e di dolore”.

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