Brescia, 24 giugno 2017   |  

A Brescia si parla di "Fitocontenimento"

Lunedì 26 Giugno, presso il Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia, si terrà il convegno Fitocontenimento e sperimentazione di tecnologie di bioremediation nei terreni agricoli, nel quale verranno presentate le attività condotte da ERSAF

ersaf

Al Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia, lunedì 26 Giugno, si svolgerà il convegno "Fitocontenimento e sperimentazione di tecnologie di bioremediation nei terreni agricoli", nel quale verranno presentate le attività condotte da Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste).

All’incontro saranno presenti la Presidente di Eresaf Elisabetta Parravicini, l’Assessore al Verde, Cave e Protezione Civile del Comune di Brescia Gianluigi Fondra, il Commissario Straordinario per il SIN Brescia Caffaro Roberto Moreni ed il dirigente della U.O. Tutela Ambientale di Regione Lombardia Angelo Elefanti. Il convegno inizierà alle 9,00 e si concluderà intorno alle ore 13,30, la partecipazione all'incontro è gratuita e aperta a tutti.

Nel corso dell’incontro, organizzato in collaborazione con il Comune di Brescia e la Federazione Regionale degli Ordini dei dottori Agronomi e Forestali della Lombardia, verrà illustrato il lavoro fin qui svolto, che riguarda in particolare le azioni di fitocontenimento (finalizzate a ridurre la dispersione nell’ambiente dei contaminanti presenti nei suoli) e la sperimentazione di tecniche di bioremediation (indirizzata a individuare, attraverso l’utilizzo di piante e batteri, metodi non invasivi ed ecosostenibili per ridurre i livelli di contaminazione e restituire le aree all’uso agricolo). I relatori presenti al convegno saranno, oltre ai tecnici Ersaf e del Museo di Scienze Naturali di Brescia, i ricercatori delle Università dell’Insubria, di Milano e della Sapienza di Roma, coinvolti nelle attività di sperimentazione.


Le attività di fitocontenimento adottate consistono nella gestione dei cotici erbosi, in progressivo degrado fino al 2013 a seguito dell’abbandono delle pratiche agricole, e nell’impianto di boschi, fasce boscate e filari che possano limitare la dispersione delle sostanze contaminanti attraverso la loro intercettazione da parte delle chiome. In particolare la razionale gestione delle praterie permette di ridurre l’erosione del suolo durante le forti piogge, e limitare il sollevamento di polveri in caso di vento.


La sperimentazione di tecniche di bioremediation ha invece lo scopo di individuare piante capaci di stimolare la degradazione dei PCB e delle diossine e di accumulare i metalli mediante fitoestrazione. La sperimentazione è ancora in corso, ma nel convegno verranno comunicati alcuni risultati scientifici già disponibili in merito alla distribuzione della contaminazione e sui metodi di ricerca utilizzati.

 

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