Lecco, 10 febbraio 2018   |  
Cronaca   |  Cultura

Giorno del Ricordo: Storia di un "lecchese" scampato alle Foibe

di Donatella Salambat

Roberto Stanzione, 86 anni, esule istriano ha trovato nella nostra città la sua seconda patria. Si è confidato con noi e ci ha raccontato che....

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Roberto Stanzione, esule istriano, lecchese da adozione.

Riproponiamo in occasione del "Giorno del Ricordo" articolo su Roberto Stanzione, un lecchese istriano da anni residente a Lecco. La storia di un esule istriano strappato dalla propria terra e dalla propria casa. Un uomo che racconterà la sua storia finché avrà vita a tutti coloro che incontrerà per non dimenticare.

«L'allegato, un po' più corposo penso possa darti una più approfondita panoramica di quei giorni, per me indimenticabili, per molti sconosciuti e forse anche volutamente ignorati. Non ne sentiamo il peso, ne subiamo mortificazione. Noi giuliani dalmati siamo persone di fede. Ciao. Roberto (da scout ti confermo che per onore della verità non bleffo)». 

Inizia così la corrispondenza tra Roberto Stanzione, esule istriano da anni trapiantato a Lecco e la cronista di Resegoneonline interessata ad intervistare chi de “il giorno del ricordo” può parlare con cognizione di causa essendone uno degli ultimi autentici testimoni. Inutile giraci attorno: i fatti avvenuti al confine orientale del nostro Paese tra il 1945 e 1947 sono una pagina tragica che i governi, nati dalla Repubblica, hanno volutamente oscurato.

Se per ragioni di realpolitik si poteva concepire che l'Italia pagasse lo scotto della perdita della guerra, inammissibile è stato il comportamento delle autorità dell'epoca (e di quelle successive) davanti ai drammi di migliaia di nostri connazionali, costretti ad abbandonare case e luoghi nativi. Ecco, noi ora, per quanto è possibile fare dalle colonne del nostro giornale, vogliamo onorare almeno la memoria di quegli esuli e dare loro voce. Lo facciamo con il “lecchese” Roberto Stanzione, nato il 14 maggio del 1930 a Pola e che di Lecco ha fatto la sua seconda patria. Sposato, padre di due figli e di una figlia, Annamaria, prematuramente scomparsa all'età di trent'anni.

Geometra, per 8 anni è stato "Construction Representative" per il U.S Department of Defense nelle basi Nato in Italia e ancora più a lungo ha lavorato per diverse imprese lecchesi diventando in particolare il tecnico di riferimento del presidente, Antonio Colombo, della Colombo Costruzioni. Il suo ultimo impegno professionale nel 2007 è stata la direzione dei lavori per la nuova sede della Acel (Associazione costruttori edili lecchesi) su progetto dell'arch. Botta.

Aveva solo 17 anni quando dovette lasciare la sua città natia e mettersi in salvo dalla ferocia dei titini. La sua storia è una storia che merita di essere raccontata perchè l'impressione che abbiamo ricevuto è quella di un uomo giusto, che può essere visto come un eroe, perchè sono le persone comuni, semplici, che credono nella verità e che non aspirano ad ottonere onorificenze e a guadagnare un posto non nella storia, ma nella memoria di tutti noi; perchè gli uomini, nel bene o nel male, fanno la storia ed ognuno ne è responsabile con le proprie azioni e omissioni, con il coraggio e le paure. Stanzione è sicuramente un uomo che ha combattutto per i suoi ideali di italianità come abbiamo avuto modo di appurare ascoltando la sua storia.

Comodamente seduti in un tavolo del bar Pontiggia, in piazza Cermenati, dopo avere riempito il taccuino d'appunti, ci rendiamo conto che la sua testimonianza è tanto ricca e, a tratti, commovente da meritare qualcosa di più che una semplice intervista. Come si fa a tradurre in parole lo stato d'animo di una persona che avendo tanto vissuto, tanto ha visto? Violando i codici dell'informazione online e, in accordo con il Direttore, abbiamo deciso di fare un passo indietro (da cronisti) e di pubblicare i ricordi di Stanzione così come egli stesso s'è sentito di documentarli. È una lettura che richiederà una manciata di minuti. È un testo carico d'umanità scritto da chi ha titoli per ragionare di italianità.

download pdf Dall'Istria (1947) a Lecco (2016): l'odissea di un italiano tenace e combattivo.

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