Lecco, 27 maggio 2015   |  

La Chiesa mette un punto molto fermo alle "ubriacature irlandesi" sui matrimoni gay

È intervenuto con molta decisione il cardinale Parolin, dicendo che il referendum di Dublino è non solo violazione dei principi cristiani, ma sconfitta dell'intera umanità.

irlanda festeggiamenti gay

Diciamoci la verità. Chi ancora pensa che la famiglia debba essere composta da una mamma, un papà e da bambini nati da tale unione non ci pensa proprio a sbandierare il suo convincimento. Non è trendy, non fa progressista, non incarna culture e pensieri avanzati. Insomma sa di retrogrado, di convinzioni contadine da dopoguerra, di minestra insipida.

Del resto basta accendere la radio, come è capitato a chi scrive, e sentire su Radio anch'io (servizio pubblico), trasmissione condotta da Giorgio Zanchini, l'onorevole del Pd e vicepresidente della Camera, Ivan Scalfarotto, dire testualmente: «Abbiamo superato la dimensione zootecnica dell'amore» (sic!).

La trasmissione intendeva "stimolare" gli ascoltatori con i prodigiosi nuovi orizzonti di famiglie con due mamme o due papà e con tanti bambini ottenuti con avveniristiche tecniche di laboratorio e con il ricorso a gameti reperiti su mercati molto democratici e molto colti, frequentati da tantissimi genitori 1 e genitori 2.

Il segretario di Stato Parolin

Nelle vecchie e desuete famiglie tradizionali, dove ancora (per poco) resistono mamme e papà, desiderare fare figli in maniera naturale è, per il democratico Scalfarotto, "dimensione zootecnica".

Oggi fortunatamente, a due giorni abbondanti dal referendum nella "cattolicissima" Irlanda che ha sancito il sí popolare alle nozze gay, è arrivata la voce della Chiesa di Roma.

È stato il segretario di Stato, Pietro Parolin, a spargere nitide gocce di sapere spirituale sugli scomposti entusiasmi dei sostenitori delle famiglie su misura.

"Credo che non si possa parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani ma di una sconfitta dell'umanità", ha chiosato senza esitazioni il Cardinale a proposito del sì ai matrimoni gay in Irlanda.

"Come ha detto l'arcivescovo di Dublino - ha proseguito Parolin - la Chiesa deve tenere conto di questa nuova realtà ma deve farlo nel senso che deve rafforzare tutto il suo impegno e tutto il suo sforzo per evangelizzare anche la nostra cultura. Credo che non si possa parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani ma di una sconfitta dell'umanità".

"La famiglia - ha concluso il Segretario di Stato - rimane al centro e dobbiamo fare di tutto per difenderla, tutelarla e promuoverla perché ogni futuro dell'umanità e della Chiesa anche di fronte a certi avvenimenti che sono successi in questi giorni rimane la famiglia. Colpirla sarebbe come togliere la base dell'edificio del futuro".

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