Lecco, 26 dicembre 2016   |  

Medici: valorizzare le professionalità italiane

di Gianfranco Cucchi

Eurostat, l'Ufficio di statistica dell'Unione Europea, ha pubblicato i dati relativi alla popolazione medica evidenziando il fenomeno dell'invecchiamento.

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I processi di allungamento della vita lavorativa evidenziano dei problemi anche nel settore sanitario. Se la forza lavoro costituisce un elemento fondamentale per l'efficienza aziendale in tutti i campi in modo particolare è rilevante nei servizi alla persona. Problemi di turn over e di reclutamento di di figure specializzate sono all'ordine del giorno in un segmento lavorativo delicato come quello medico .


In molti Stati Europei, in modo particolare Inghilterra, Germania Austria vi è carenza di medici specialisti e generalisti. Un buon serbatoio sono i giovani medici italiani che formati nelle nostre università italiane sono richiesti all'estero. Una fuga di cervelli che comunque impoverisce il tessuto economico-sanitario nazionale. Recentemente Eurostat, l'Ufficio di statistica dell'Unione Europea, ha pubblicato i dati relativi alla popolazione medica evidenziando il fenomeno dell'invecchiamento.


Nelle UE nel 2014 erano attivi 1,8 milioni di medici. Il numero più alto è presente in Germania (333 mila) , seguita dalla dall'Italia ( 236 mila), Francia (206 mila) Regno Unito (181 mila) e Spagna (177 mila) Questi cinque stati membri rappresentano quasi i due terzi (64 per cento) dei medici praticanti in Europa. In rapporto agli abitanti pero' la classifica cambia: al primo posto abbiamo la Grecia con 632 medici ogni 100.000 abitanti, seguita dall'Austria (505) e Portogallo (443) e Lituania (431) mentre l'Italia si piazza all'ottavo posto con 388 medici. Sono lontani i tempi quando il nostro Paese deteneva il primato. Dal 2009 al 2014 la quota di medici over 55 è cresciuta del 13 per cento , passando dal 24 per cento del 2009 al 37  per cento del 2014.


Al gradino più alto del podio si trova l'Italia con il 52 per cento  di medici over 55 anni. Si assiste ad un rapido invecchiamento della popolazione medica per alcuni fattori: l'allungamento della vita pensionabile anche in questo settore, il blocco del turn over ed il rapido invecchiamento da quando la generazione del baby-boom ha iniziato a raggiungere l'età pensionabile. In alcune zone geografiche si fa fatica a reperire giovani medici italiani e operano medici esteri ed extracomunitari , spesso laureati non in Italia.


Tra pochi anni vi sarà una penuria massiccia di medici nelle strutture sanitarie italiane: si pensa che lasceranno il lavoro oltre 50 mila medici. Non basterà il razionamento già attivo in questi anni a contenere il fenomeno, né il reclutamento all'estero. E saranno penalizzate le zone geografiche più disagiate come quelle montane. E' opportuno pensarci in tempo.

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